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                                            GENITORI  E FIGLI NELL'ERA DIGITALE

 

Chissà quante volte abbiamo sentito o pronunciato “tu sei fuori dal mio mondo” e parodiando la celebre frase estrapolata dal film di Giovanni Veronesi “Agitare bene prima dell’uso (2010), abbiamo aggiunto “Il tuo mondo mi fa tristezza”. Una frase, questa che, nel rapporto genitori – figli, può essere pronunciata sia dagli uni che dagli altri. Parlare del rapporto tra genitori e figli nell’era digitale, non è certo facile.  Questo rapporto non può non essere d’amore, perché la procreazione, nella quasi  totalità dei casi, è il risultato di un atto d’amore tra due persone. Si dice che oggi l’uomo sia senza legami, o con legami sfilacciati, affievoliti.

E’ questo il ritratto dell’uomo postmoderno, l’attore principale della modernità liquida, “cioè di quella fase dell’età contemporanea che si caratterizza per lo stato mutevole e instabile di ogni sua forma organizzativa: famiglia instabile, ricomposta, multipla, denatalità, precarietà: aspetti che il compianto sociologo Zygmunt Bauman ha trattato nel libro “Amore Liquido. In questo lavoro, il sociologo polacco parla dell’amore e prima di lui From, il quale dal punto di vista antropologico riteneva che “la soddisfazione nell’amore individuale, non può essere raggiunta senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede e coraggio”, ed aggiungeva che “in una cultura in cui queste qualità sono rare, l’acquisizione della capacità di amare è condannata a restare un successo raro”.

Il corso di 10 ore tratta il problema dal punto di vista storico, antropologico, sociologico. 

 

Corso in programmazione a cura di Antonio Latella

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